Obiettivi di Lisbona e sistema scolastico italiano

L’azione comunitaria nell'ambito dell'istruzione e della formazione si è sviluppata attraverso un metodo aperto di coordinamento che ha permesso di monitorare i progressi di ciascun paese mediante alcuni indicatori e rispetto a cinque principali obiettivi da conseguire entro il 2010:

I. ridurre il tasso di abbandono scolastico a non più del 10% (early school leavers);
II. ridurre la percentuale di coloro che hanno scarse capacità di lettura almeno al 20%;
III. elevare all’85% il tasso dei giovani che hanno completato la scuola secondaria superiore;
IV. incrementare almeno fino al 15% il tasso dei laureati in matematica, scienze e tecnologia e diminuire nel contempo il divario tra uomini e donne in questi indirizzi di studio;
V. innalzare la percentuale degli adulti che partecipano all’apprendimento permanente al 12,5% (lifelong learning).

I progressi compiuti negli ultimi anni sono notevoli e i risultati dell’Unione europea sono tra i migliori al mondo. Tuttavia tra i singoli stati permane un forte divario e numerosi sono ancora gli sforzi da compiere per colmarlo. Gli obiettivi che l’Unione europea ha fissato per il 2010 non verranno raggiunti, con grande probabilità, almeno dalla maggioranza dei paesi. L’Italia si colloca tra questi ultimi.

(POP-UP Tabella 1.1. – Valori per i cinque indicatori europei dei sistemi di istruzione-formazione nei 27 paesi membri per l’anno 2007 (2006).)

I ritardi che non pochi stati hanno registrato nel potenziare i loro sistemi di istruzione e formazione hanno già condotto l’Unione europea verso un aggiustamento della sua strategia di sviluppo. La Commissione e gli Stati membri si sono già impegnati per predisporre un nuovo programma che, alla luce degli insuccessi e delle buone pratiche maturate in questi anni recenti, sia in grado di assicurare lo sviluppo del sistema scolastico e formativo comunitario e di apportare i correttivi necessari alle strategie che si sono fin qui rivelate inefficaci.

Restano fondamentali gli obiettivi già fissati per il 2010, non ancora raggiunti da molti paesi, e ad essi si affiancano nuove priorità. La Commissione mette in luce l’esigenza di assicurare maggiore trasparenza delle qualifiche e di collegare tra loro tutti i sistemi nazionali. La flessibilità dei percorsi formativi diviene un elemento essenziale nello sviluppo del sistema scolastico comunitario nel suo complesso, in un quadro di cooperazione tra gli Stati membri e di partnership con tutte le parti interessate che è necessario a garantire un migliore coordinamento dei vari settori dell'istruzione e della formazione.

In questa direzione si orienta il programma di azione italiano per il raggiungimento degli obiettivi comunitari, che ha inteso coinvolgere le numerose parti sociali nella complessiva strategia nazionale volta a rendere l’impiego di risorse in istruzione e formazione più razionale ed efficiente. Tuttavia, dall’analisi dei dati internazionali si evince «che l’Italia negli ultimi anni non ha investito in questo settore in modo significativo e utile a colmare in futuro il divario» con gli altri paesi.

I dati più recenti dell'Eurostat mostrano che l'Italia non riuscirà, con grande probabilità, a raggiungere tutti gli obiettivi europei entro il 2010, nonostante i graduali miglioramenti registrati: il ritardo rispetto ai risultati da ottenere permane e anche quello rispetto alle medie europee è stato colmato solo in parte.Gli sforzi compiuti dall’Italia hanno portato senza alcun dubbio alcuni miglioramenti, soprattutto per alcuni indicatori, ma le risorse impiegate non sono risultate sufficienti a liberare totalmente l’Italia dalla sua condizione di arretratezza nel settore qui considerato.

(POP-UP Grafico 1.1. – Progressi italiani per gli obiettivi europei del sistema istruzione-formazione.)