Il rendimento del sistema scolastico sardo

All’interno di ciascun territorio nazionale esistono forti squilibri tra i sistemi di istruzione e formazione delle diverse aree. Anche in Italia esistono forti differenze regionali legate a fattori strutturali, locali e individuali. Alcune risultano meno distanti dagli obiettivi europei rispetto ad altre e si possono osservare anche casi di eccellenza per alcuni indicatori, altre sono interessate da forti ritardi.

(POP-UP Tabella 1.2. – Valori per i cinque indicatori europei dei sistemi di istruzione-formazione nelle 20 regioni italiane per l’anno 2008 (2007) (2006).)

La Sardegna, a dispetto degli intenti, non vanta risultati soddisfacenti nello sviluppo del proprio sistema scolastico. Nonostante i progressivi miglioramenti, che negli ultimi anni le hanno permesso di recuperare una porzione del forte divario che la collocava all’ultimo posto nei rendimenti regionali dei sistemi di istruzione e formazione, i risultati conseguiti sono ancora distanti dagli standard europei e dagli obiettivi di Lisbona e, in parte, dalle stesse medie italiane.

La Sardegna, che negli ultimi anni ha recuperato alcune posizioni rispetto alle altre regioni, non ha ancora raggiunto gli obiettivi europei di Lisbona in alcuno dei cinque indicatori comunitari, con uno scarto dalla media nazionale talvolta assai elevato.

Il divario tra donne e uomini nel percorso verso la Società della Conoscenza permette di cogliere aspetti estremamente interessanti nelle loro differenze di apprendimento. Osservando le distribuzioni di genere è confermata la recente tendenza delle donne, messa in luce in numerosi studi, a raggiungere risultati migliori degli uomini nel sistema di istruzione e formazione. I dati della Sardegna sono in linea con quelli italiani, ma anche con quelli dell'Unione europea.

(POP-UP Grafico 1.4. – Distribuzioni di genere per quattro indicatori europei dei sistemi di istruzione-formazione. Media italiana e media europea per l’anno 2007 (2006).

I dati portano a riflettere attentamente sulle contraddizioni di un sistema che a tratti sembra decollare verso gli obiettivi europei, mentre per altri versi appare bloccato da durevoli difficoltà di sviluppo. È evidente che una politica adeguata verso la Società della Conoscenza non potrà non tenere conto di queste contraddizioni e ricercarne le cause in modo da agire direttamente su esse.